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RACCONTACI COME STAI

SPAZIO ATTIVO DI AUSER PATROCINATO DALLA CITTA’ DI TRECATE PER ASCOLTARE E SOSTENERE CHI SI SENTE SOLO

Trecate - "L’ascolto delle persone è sempre alla base del miglior rapporto tra Istituzioni ed Enti con i cittadini. Prendersi cura di chi si trova a vivere una situazione di solitudine e di fragilità non può che essere un obiettivo condiviso". Il sindaco Federico Binatti, il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Rossano Canetta e il consigliere incaricato per le Pari opportunità Michela Cigolini commentano con queste parole il progetto “Raccontaci come stai” promosso da Auser Trecate e da Auser provinciale e patrocinato dalla Città di Trecate. "Ancora una volta – proseguono il sindaco, il vicesindaco e il consigliere – ringraziamo Auser per aver concretizzato la risposta a una necessità manifestata da numerose persone: i caregiver di una persona ammalata, disabile, anziana, chi vive la solitudine per l’assenza di figure parentali e amicali, chi ha difficoltà a orientarsi rispetto a servizi e presidi del territorio. Questo progetto rientra ampiamente, articolandosi in modo ancora più capillare, nel lavoro che i volontari di Auser svolgono già a favore della nostra comunità. Pensiamo, oltre ai servizi quotidiani di trasporto, a iniziative co-organizzate con l’Amministrazione come “Estate insieme”, che ogni anno, per tutto il mese d’agosto, assicura un’occasione di socializzazione per tutte le persone che trascorrono il periodo di ferie a casa, contrastando la solitudine e garantendo diversi servizi, come ad esempio il trasporto gratuito riservato a quanti hanno difficoltà di deambulazione, affinchè nessuno si debba sentire escluso. “Raccontaci come stai” rappresenta un ulteriore tassello nell’assistenza continuativa e nella delicata attività di ascolto e supporto offerta alla popolazione che quotidianamente vivono problematiche, legate al lavoro di cura e assistenza che non riescono ad esternare".

Lo spazio settimanale offerto all’interno dei locali di Auser Trecate "avverrà – sottolinea il vicesindaco - grazie alla presenza di professionisti del settore psico-sociale e diventerà un luogo fisico per convogliare le storie di cura e rispondere alle effettive esigenze manifestate da caregiver, persone sole o che vivono una situazione di esclusione e fragilità. L’Amministrazione non può pertanto che accogliere positivamente questa ulteriore opportunità offerta ai nostri concittadini, consapevoli del fatto che i volontari di Auser metteranno ancora una volta a disposizione della nostra comunità risorse volontarie qualificate come un’assistente sociale e una psicopedagogista".

Il consigliere delegato alle Pari opportunità rimarca infine "che questo nuovo servizio si inserisce in una collaborazione di rete con Enti e Istituzioni del territorio, dal Comune, all’Asl Novara, al Consorzio Cisa Ovest Ticino: una caratteristica fondamentale per dare vita a interventi e azioni di tipo trasversale sui singoli casi, mettendo al centro la storia, le necessità e le fragilità di ogni singola persona. La solitudine, infatti, va contrastata su più fronti, che si tratti di anziani, donne, disabili, stranieri, perché il sentirsi isolati non debba diventare discriminante o debba venir meno la tutela dei diritti e la vicinanza delle Istituzioni e degli Enti".

RACCONTACI COME STAI

Uno spazio attivo di ascolto e orientamento dedicato a chi vive o ha vissuto storie di CURA personali e/o familiari, di una persona ammalata, disabile, anziana o con fragilità di vita autonoma.

IDEAZIONE - L’idea di avviare una esperienza, con uno spazio di ascolto, era stata avviata da un gruppo di volontarie di Auser Trecate appena dopo la pandemia. Tale esperienza, che si è conclusa qualche anno fa, ha dato lo stimolo per riprendere l’azione ma con delle premesse diverse. Una opportunità concreta è stata offerta anche grazie all’Amministrazione comunale che ha offerto una stanza in più, rispetto a quella già utilizzata da Auser, che rappresenta uno luogo ideale per ascoltare e dialogare con le persone che si riceveranno; inoltre oggi si sono aggiunte altre volontarie con competenze tecniche che potranno offrire un contributo sia alle soluzioni di bisogni legati alle problematiche di cura e della salute, sia all’ elaborazione dei dati ed alla ricerca.

IL CONTESTO - Il dopo-pandemia ha aperto scenari inediti che impongono nuovi strumenti di analisi dei bisogni e dei servizi erogati. La malattia e le condizioni socio-economiche determinano situazioni in cui si perde facilmente il senso della propria identità e il “grado” di autodeterminazione tende a diminuire rispetto alle necessità contingenti. La malattia colpisce non solo la persona colta dall’evento ma coinvolge spesso l’intero sistema di relazioni del nucleo familiare, che non sa letteralmente “dove sbattere la testa”.  Dal punto di vista sociale, stanno aumentando le “povertà relative” ed in particolare la cosiddetta “povertà di cura”, la capacità economica ed organizzativa di curarsi. Tale ambito colpisce la sfera sanitaria degli individui e famiglie in cui è presente una persona ammalata e/o non autosufficiente; in particolare la sfera degli anziani è oggi quella a maggior rischio di povertà poiché direttamente proporzionale dal “grado” di necessità di cure. Non si sono ancora approfondite le cause che hanno provocato mancate risposte a tanti bisogni socio-sanitari neppure in tema di disparità, rispetto alle opportunità di accesso ai servizi, derivanti da reddito, genere, etnia, età ecc. Si rilevano, dai mass media: dati allarmanti sui tempi di attesa per esami e prestazioni in ambito socio-sanitario, l’aumento del costo per le cure, la diminuzione o quasi sparizione delle attività di prevenzione, in tema di salute. Di tutte queste problematiche i volontari/rie ne percepiscono solo gli effetti e non le cause. Invece la cura “... va definita come valore fondamentale per il benessere ma anche per la dignità delle persone” e come criterio per ridefinire la cultura politica delle nostre società. Partire dai bisogni e dai diritti alla cura per impostare le politiche sociali, ma più in generale: fare della cura un riferimento radicalmente nuovo per definire obiettivi di equità e di giustizia sociale.” Laura Balbo-Il lavoro e la cura -Einaudi pag.79

IL PROGETTO - Il progetto ha origine dalla volontà dell’Associazione AUSER di offrire alla popolazione un momento dedicato all’ascolto di persone che quotidianamente vivono problematiche, legate al lavoro di cura, che non riescono ad esternare.

E’ dedicato a: - chi cura una persona ammalata, disabile, anziana;-  chi vive la solitudine per l’assenza di figure parentali/amicali; - chi a difficoltà di comprensione dei servizi e presidi offerti dal territorio.

Si articolerà in momenti di condivisione, ascolto e racconti personali, legati alla cura, per i quali si offrirà una consulenza ed orientamento per la comprensione dei servizi e presìdi offerti dal territorio.

Ritornare a raccontarsi è un momento vero e vivo in questo tipo di società, improntata sul “fare” (lavoro, cura...) e che molto spesso crea “vuoto sociale”. Tale condizione di vuoto spesso viene riempita dal consumismo e dall’uso di una comunicazione esclusivamente digitale (cit. G. Monbiot).

Ritornare a guardarci, a parlare di persona, soprattutto per persone non “native digitali”, sarà certamente un’occasione per porre al centro la persona stessa, aiutarla nel saper chiamare per nome le emozioni e le problematiche, discernerle ed elaborarle insieme.

Nell’attività prevalente dell’AUSER, quella del trasporto, è emerso che le persone trasportate ed i loro care-giver hanno manifestato la necessità di “raccontare” e di “essere ascoltati”; spesso solo per una chiacchiera, molte altre volte per il bisogno di condividere dubbi, problemi, sofferenza in un’ottica di “dolore sociale” che non ha voce.

Lo spazio settimanale offerto all’interno dei locali dell’Auser Trecate, con l’ausilio di professioniste del settore psico-sociale sarà un luogo fisico per convogliare le storie di cura.

OBIETTIVI AZIONI METODOLOGIA - Ispirandosi alla “Carta dei Valori” di AUSER, lo SPAZIO che si vuole creare ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone che si raccontano e dall’altra parte dare un concreto sostegno alla fragilità. Si vuole offrire uno spazio "informale" di ascolto, che non è quello dei servizi sociali o sanitari dove il bisogno è già codificato. Moltissime ricerche dimostrano l’utilità della “small talk” - la chiacchiera leggera – e la sua capacità di risollevare l’umore, aumentare l’autostima e rendere le persone più felici. Sono luoghi che diventano una sorta di spazio protetto in cui le persone possono parlare di tutto. Sono spazi di prevenzione perché anche il poter chiacchierare liberamente, trovare qualcuno con cui sfogarsi è già una terapia. Il ritorno di informazioni e la mappatura dei bisogni, portati all’interno dello SPAZIO, saranno altresì rielaborati nell’ottica di attivare le risposte dal contesto sociale. L'individuazione e il riconoscimento precoce delle condizioni di vulnerabilità permettono un intervento tempestivo, che a volte può anche non richiedere un aiuto professionale formale ma solamente un sostegno e un appoggio da parte dei soggetti con cui la persona è in relazione. Tuttavia è necessario avere figure professionali che abbiano competenze relazionali e tecniche specifiche, in grado di porsi innanzitutto in ascolto dei bisogni che emergono dalle persone. Obiettivo prioritario sarà quello di facilitare i processi di espressione e gestione del disagio. Si utilizzeranno le tecniche dell’ascolto attivo, del colloquio non direttivo nel rispetto della privacy A partire dalla ricerca_azione già effettuata da Auser-Trecate si continueranno a sviluppare azioni (brevi indagini, mappature, interviste...) che faciliteranno la conoscenza del contesto sociale e sanitario in cui opera l’associazione

Importante sarà la collaborazione con:

- il Comune di Trecate, l’ASL di Novara e con il Consorzio Intercomunale Cisa-Ovest Ticino, hanno già dato la disponibilità sia a garantire le informazioni sull’offerta dei servizi sia ad arrivare a sviluppare progetti di coprogrammazione e coprogettazione come previsto dalle recenti leggi regionali (convegno del 16 novembre 2024 Dove va il volontariato? Il lavoro di rete per rendere possibile il benessere sociale“

- consolidare la collaborazione dei soggetti che fanno parte dell’Osservatorio per il sociale: Servizi Sociali del Comune di Trecate, CISA Ovest Ticino, AUSER, Caritas, Croce Rossa e Pane quotidiano;

- sviluppare azioni trasversali con la Consigliera di Parità del Comune di Trecate per garantire le pari opportunità intese come rimozione degli ostacoli che costituiscono discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle persone fragili (come classificate dall’Unione Europea) per l’effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità sanciti dalla Costituzione.

- con le reti che già operano in favore dei diritti delle donne e degli immigrati e più in generale per la tutela di persone che dovrebbero beneficiare di speciali settori di protezione giuridica per cause di discriminazione rispetto a questi ambiti: razza o origine etnica, religione, convinzioni personali, disabilità, età, genere, sesso (Legge regionale 23 marzo 2016, n. 5. Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale).

Il ritorno di informazioni e la mappatura dei bisogni, portati all’interno dello SPAZIO, saranno altresì rielaborati nell’ottica di attivare le risposte dal contesto sociale. In futuro, con le professionalità individuate, oltre a provare a codificare i casi di vulnerabilità, sarà necessario, fornire un servizio, anche di mediazione e - se necessario - di accompagnamento delle persone in situazioni di fragilità, verso i competenti servizi territoriali senza sostituirsi ad essi

TEMPI E RISORSE - Lo SPAZIO di “Raccontaci come stai” sarà ubicato presso i locali dell’AUSER in via F.lli Russi n° 3, ogni mercoledì mattina, dalle ore 9.30 alle ore 11.30, dal mese di marzo 2025.

Presso questa sede saranno presenti una Assistente Sociale Volontaria e una Psicopedagogista Volontaria che offriranno in modo gratuito le loro pluriennali competenze, per l’ascolto e per porre in campo ogni aiuto o intermediazione possibile laddove vi siano delle richieste specifiche. Tale lavoro non vuole sostituirsi agli organi competenti (ad esempio Comune/ASL/Consorzio), ma codificare il bisogno di ascolto in un “momento informale”e di volontariato e portare il contributo dell’AUSER presso gli organi competenti.

A cura di: dott.ssa Marina Tornaghi - Assistente sociale Specialista  e dott.ssa Giovanna Salmoirago - Psicopedagogista.