Novara - Ieri pomeriggio, lunedì 24 ottobre, al Circolo dei Lettori è stato presentato ufficialmente il Comitato "Novara Dice Sì", che sostiene la riforma costituzionale. Sono intervenuti Sergio De Stasio, coordinatore del Comitato, Andrea Ballarè, Paola Turchelli e Mattia Colli Vignarelli. “Questa Carta che stiamo per darci…durerà a lungo, ma si verrà completando ed adattando alle esigenze dell’esperienza storica. Pur dando alla nostra Costituzione un carattere rigido…abbiamo consentito un processo di revisione, che richiede meditata riflessione, ma che non la cristallizza in una statica immobilità. Vi è modo di modificare e correggere con sufficiente libertà di movimento. E così avverrà; la Costituzione sarà gradualmente perfezionata…noi stessi ed i nostri figli rimedieremo alla lacune ed ai difetti, che esistono, e sono inevitabili” (Meuccio Ruini – Deputato alla Costituente, presidente della Commissione incaricata di redigere il progetto di Costituzione, nella seduta dell’Assemblea del 22.12.1947).
"Una democrazia inceppata - hanno spiegato i relatori - cede poteri decisionali ad altri soggetti (potentati economico-finanziari e tecnocrazie) che non rispondono del loro operato ai cittadini. Se ciò è vero sempre, lo è a maggior ragione in questa epoca in cui poteri extra-politici, sovranazionali, hanno una forza, una velocità ed una efficacia che difficilmente possono essere affrontati e contrastati con strumenti pensati in un contesto storico e politico del tutto diverso, come fu quello immediatamente successivo alla fine della seconda guerra mondiale e del fascismo. Lo scopo della riforma della II^ parte della Costituzione è, in primo luogo, quello di restituire potere decisionale ai governi legittimati dal voto elettorale, nonché di semplificare il sistema organizzativo della Repubblica (superamento delle Province), sopprimendo doppioni (un ripetitivo bicameralismo paritario) ed enti inutili (CNEL), rendendo quindi più efficiente il sistema democratico ed accrescendo la capacità decisionale degli organi di governo. La riforma non è perfetta, non è il frutto impeccabile del lavoro accademico di professori di diritto costituzionale. È il risultato del compromesso possibile tra le forze politiche presenti in questo Parlamento, nel quale nessun partito e nessuna coalizione, al Senato, ha ottenuto i voti sufficienti per formare una maggioranza autonoma. Pur con questi limiti si è tentato di dar vita ad una legislatura costituente. Così dopo un lungo e complesso iter parlamentare, durato due anni, con 173 sedute e oltre 100 emendamenti approvati, la legge di riforma costituzionale ha affrontato alcune delle problematicità che erano già chiaramente emerse durante i lavori dell’assemblea costituente del 1946-47, prima fra tutte quella del bicameralismo paritario indifferenziato. La sola Camera dei Deputati sarà l’organo di indirizzo politico che dà la fiducia al Governo e la principale protagonista della funzione legislativa. Il Senato viene invece trasformato in un organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali (Regioni e Comuni), cui competono anche funzioni di verifica (dell’impatto delle leggi, delle politiche pubbliche, delle nomine di competenza del Governo) e di partecipazione all’elezione degli organi di garanzia. Con una legge elettorale (quella attuale oppure una che risulti da modifiche da varie parti richieste) che assicuri la formazione di una maggioranza di governo, si potrà semplificare e al contempo rafforzare il processo legislativo e il ruolo del Parlamento. Il procedimento legislativo ordinario è monocamerale; il Senato avrà la facoltà di proporre modifiche, sulle quali decide in via definitiva la Camera; in tal modo potendo promuovere una riflessione ulteriore, senza però esercitare poteri di veto. Un limitato numero di leggi restano invece bicamerali: quelle riguardanti le modifiche costituzionali, i referendum, la partecipazione dell’Italia alla formazione ed attuazione delle politiche e normative europee nonché l’ordinamento degli enti locali e le prerogative dei senatori. Il numero dei senatori è ridotto a 100; essi non percepiranno indennità e saranno nominati tra i consiglieri regionali ed i sindaci: proprio il meccanismo di elezione indiretta favorirà l’emergere degli interessi degli enti rappresentati, piuttosto che quelli tipici della politica nazionale, coerentemente con la nuova natura del Senato. Al Governo viene garantita una corsia preferenziale alla Camera per i disegni di legge essenziali per l’attuazione del programma. Di contro si introduce il divieto di abuso dei decreti legge, che ha negativamente caratterizzato la nostra storia parlamentare. Nel rapporto tra Stato e Regioni, viene eliminata la competenza legislativa concorrente ridistribuendo le materie alla competenza esclusiva o dello Stato o delle Regioni. Viene inoltre introdotta una “clausola di supremazia” che consente allo Stato centrale di intervenire anche in materie non riservate alla propria competenza quando ciò sia necessario per la tutela dell’interesse nazionale o dell’unità della Repubblica. Con la riforma, il sistema di garanzie e bilanciamenti esce rafforzato. Nella polemica politica è stato oscurato il fatto – fondamentale - che l’elezione degli organi di garanzia (Presidente della Repubblica, componenti “laici” del CSM e della Corte Costituzionale) richiede maggioranze qualificate, superiori a quella derivante dalle elezioni politiche. Pertanto, per eleggere gli organi di garanzia, il partito che avrà vinto le elezioni politiche non potrà mai essere autosufficiente. Inoltre viene ampliata la competenza della Corte Costituzionale, cui è assegnato il vaglio preventivo di legittimità delle leggi elettorali (a cominciare dall’Italicum), a richiesta di ¼ dei deputati o di 1/3 dei senatori. La riforma prevede inoltre che i regolamenti parlamentari garantiscano i diritti delle minoranze e quello della Camera dovrà disciplinare lo “statuto delle opposizioni”. Vengono infine introdotte norme per rivitalizzare gli istituti di democrazia diretta: alle proposte di legge di iniziativa popolare che raccolgano almeno 150.000 firme è garantita la discussione e la votazione; per la validità dei referendum abrogativi, richiesti da almeno 800.000 elettori, si farà riferimento non più alla maggioranza dell’intero corpo elettorale, ma al numero degli effettivi votanti alle ultime elezioni della Camera, rendendo quindi assai più facile il raggiungimento del quorum. Noi pensiamo che il disegno di riforma costituzionale, pur con alcune imperfezioni, si ponga su una linea di coerenza con quel movimento referendario dei primi anni ’90 che si proponeva di “restituire lo scettro” ai cittadini, conferendo loro il potere e la responsabilità di scegliere i governanti, irrobustendo la capacità di decisione e la stabilità dei governi, ma favorendo anche la possibilità di alternanza. Crediamo inoltre che il progetto di riforma sia costruito con assoluta coerenza con i programmi degli ultimi trent’anni del centrosinistra, ma anche con la maggior parte delle proposte di aggiornamento del sistema istituzionale, trasversalmente a tutti i partiti. Dopo i tanti tentativi di modifica della II^ parte della Costituzione, che si sono vanamente succeduti a partire dagli anni ’80, ci sentiamo di rivolgere un invito a non far fallire un risultato storico. La bontà di una riforma si giudica non dalla sua perfezione formale, ma dalla sua capacità di fare un passo avanti rispetto all’esistente. In proposito riteniamo che la nuova organizzazione dei poteri dello Stato renda le istituzioni più forti e quindi più capaci di realizzare gli obiettivi indicati nella I^ parte della Costituzione del 1948 che, è bene ricordarlo, non viene minimamente toccata. I sistemi democratici contemporanei sono chiamati ad affrontare sfide terribili che derivano dagli effetti della globalizzazione, della finanziarizzazione dell’economia, della crisi dello Stato sociale, dell’aumento delle diseguaglianze e dei fenomeni migratori, nonché dalla grave crisi del progetto europeo. I meccanismi di stabilizzazione, semplificazione e responsabilizzazione previsti dalla riforma potranno aiutare il Paese a fronteggiare meglio questi fenomeni, che riguardano la qualità della vita democratica. Per questo invitiamo a sostenere il referendum confemrativo votando Sì!"
Hanno aderito al Comitato:
Adembri Marta, studentessa universitaria
Agnesina Giovanni, avvocato
Alessio Alessandro, avvocato
Alessio Vincenzo, avvocato
Altomare Anna, docente in pensione
Ardizio Mara, presidente provinciale Acli Novara
Arestia Francesco, bancario
Bacchettini Leonardo, ingegnere
Baici Eliana, direttore dipartimento scienze economiche UPO
Ballarè Andrea, commercialista, già sindaco di Novara, consigliere comunale
Ballarè Giacomo, studente universitario
Ballarè Giuseppe, pensionato
Balzano Emanuela, pediatra
Barra Franco, pensionato
Barone Loretta, docente
Belgrano Massimo, informatico
Bergamaschi Francesca, insegnante e operatrice culturale
Bertoncelli Maria Cristina, direttore medicina AslVc
Biolcati Aldo, medico geriatra
Biolcati Luca, psicologo
Biondelli Franca, sottosegretario al welfare
Bobbio Valeria, docente
Bonazzi Paolo Alessandro, dirigente d'azienda
Borgna Eugenio, psichiatria e scrittore
Boroli Pietro, imprenditore
Bozzola Marco, architetto
Brignolo Carlo, medico in pensione
Cadario Franceso, medico
Cadario Gianni, direttore sanitario clinica "I Cedri"
Cadario Grazia coordinatrice scuola d'infanzia
Cafagno Gian Vittorio, notaio e presidente Fondazione Teatro Coccia
Campiotti don Dino, sacerdote, già direttore Caritas Novara
Cantele Elisabetta, funzionaria d'azienda
Cantone Renato, medico
Cardinali Alessandro, dirigente d'azienda
Carrà Elisabetta, sociologa
Catano Federica, studentessa universitaria
Ceresa Lorenzo, studente universitario
Cerina Maurizio, dirigente d'azienda
Cerri Fabrizio, studente universitario
Cerutti Gianni, direttore Istituto storico Resistenza Novara
Cerutti Renato, dirigente industriale in pensione
Chiolerio Alberto, imprenditore
Chionchio Luigina, dirigente scolastico in pensione
Chionchio Michelina, docente in pensione
Colli Vignarelli Ettore, giornalista
Colli Vignarelli Mattia, studente universitario
Colli Vignarelli Simone, studente
Colombi Maria Pia, pensionata
Conte Patrizio, medico
Corona Pier Giuseppe, commercialista
Daffara Andrea, bancario
Danieli Andrea, studente universitario
De Micheli Antonella, impiegata amministrativa
De Nardo Marco, manager industriale
De Stasio Sergio, funzionario CCIAA Novara
Dell'Era Valeriano, dirigente scolastico in pensione
Demarchi Simone, disoccupato
Demartis Benedetta, fondatrice ANGSA
D'Errico Paolo, dirigente scolastico in pensione
Di Benedetto Franca, pensionata
Drappo Cristina, docente
Dulio Giorgio, commercialista
Emanuelli Gigi, architetto
Falzone Giulia, impiegata
Faragona Enrico, avvocato
Farina Sandro, consulente
Fasoli Maurizio, consulente in organizzazione aziendale
Fedeli Mario, dirigente d'azienda
Ferlito Andrea, informatico
Ferlito Edoardo, dirigente industriale in pensione, presidente URSLA
Ferrara Elena, senatrice
Ferrari Augusto, assessore regione Piemonte politiche sociali
Ferrari Mirko, libero professionista
Ferrarotti Sergio, dirigente sportivo
Fiorino Peppino, funzionario Trenord
Fonio Boroli Silvia, imprenditrice
Fontaneto Claudio, educatore professionale
Forcellini Loredana, dipendente ASO "Maggiore"
Fornara Francesca, insegnante
Fornera Alberto, sottufficiale A.M.
Francoglio Monica, dirigente Cim spa
Francoglio Roberto, operaio specializzato
Franzè Lorenzo, studente universitario
Fregosi Paolo, dirigente aziendale
Gallina Daniela, già dirigente sportiva
Gamaleri Paolo, assicuratore
Gambaro Dario, medico
Gambaro Matteo, architetto
Garavaglia Elena, studentessa universitaria
Garavaglia Maria Adele, insegnante e scrittrice
Gatti Cesare Umberto, ingegnere
Giachetti Lorenzo, imprenditore
Giachino Giorgina, psicologa
Gionta Riccardo, imprenditore
Guenzi Matteo, studente universitario
Guglielmetti Giancarlo, pensionato
Guglielmetti Marilena, criminologa
Iacomelli Marco, direttore artistico Scuola del Teatro Musicale Novara
Inghilleri Renzo, avvocato
La Masa Maurizio, commercialista
Laiacona Ignazio, operatore ecologico Assa
Lebra Andrea, presidente Liberazione e Speranza Onlus
Longano Maria Carmela, insegnante scuola primaria
Macchi Mauro, dirigente industriale
Maffei Andrea, architetto
Maffei Anna, ingegnere
Mandrino Roberto, imprenditore
Manfredda Paolo, docente in pensione
Marchetti Sara, architetto
Marotta Michela, psicologa e docente
Martinoli Luigi, funzionario Inps
Marzo Marcello, dirigente d'azienda
Mazzini Letizia, ricercatrice scientifica
Meda Laura, ricercatrice Donegani
Minocci Danilo, medico
Mittini Giorgio, dirigente bancario
Monfalcone Elena, consulente
Morganti Paola, docente
Natalicchio Nicola Riccardo, docente scuola primaria
Nerviani Stefano, ingegnere ambientale
Nirchi Marco, infermiere e sindacalista
Notari Andrea, imprenditore
Oglietti Enrico, agente di viaggio
Ohle Federico, studente universitario
Ottolenghi Mauro, docente in pensione
Pagani Beppe, consulente finanziario
Panigone Valentina, impiegata
Pavesi Federico, studente universitario
Pavesi Nicoletta, sociologa
Peretti Cucchi Nicolò, imprenditore sportivo
Petrotto Vincenzo, medico
Pezzana Miriam, docente
Piana Giannino, teologo
Piccolroaz Raffaele, ingegnere
Piccolroaz Sandro, promotore finanziario
Pilla Monica, human researche manager
Pirovano Rossano, funzionario Sun, consigliere comunale
Pisano Carlo funzionario d'impresa informatica
Poeta Michela, impiegata ASL
Pongan Luca, studente universitario
Pongan Marco, studente universitario
Prudenza Aristide, ingegnere
Rabelotti Andrea, interior designer
Roccio Carlo, imprenditore
Romano Franco, dirigente scolastico in pensione
Rossi Adriana, presidente Associazione Parkinson Insubria
Rossi Luca, studente universitario
Rossi Monica, commessa
Rubino Francesco, docente
Sabbadini Raul, studente universitario
Santagata Rosalba, ricercatrice
Scandaluzzi Piero, ingegnere
Scifo Valeria, studentessa
Sironi Paolo, imprenditore
Smirne Carlo, medico e docente universitario
Soncin Mirella, pensionata
Sozzani Claudia, avvocato
Spano Roberto, ingegnere
Spatola Jacopo, studente universitario
Sponghini Fabio, commercialista
Stalla Arnaldo, dirigente d'azienda
Stangalini Lorenzo, pensionato
Taccani Cesare, medico ginecologo
Tarulli Emanuela, commercialista
Tordi Chiara, studentessa universitaria
Turchelli Paola, docente, consigliere comunale
Uslenghi Luigi, pensionato
Vanni Roberto, bancario in pensione
Vercelloni Attilio, medico psichiatra
Verdicchio Marika, studentessa universitaria
Vitello Fabrizio, artigiano
Zampogna Tino, chirurgo
Zanetti Adele, insegnante
Zanforlin Gabriella, pedagogista e docente di scuola primaria
Zone Sara, studentessa universitaria